Riso patate e cozze e ricci di mare
La baresità del ct con la sua Luciana


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«Qui mi sento di casa, la città è bellissima e la qualità della vita straordinaria» dice Giampiero Ventura atteso domani con la sua Italia al San Nicola per la sfida alla Francia.

di Michele De Feudis

BARI — «Ho girato tanto nella mia carriera di allenatore. Poi ho scelto Bari per mettere radici. Perché? Qui mi sento a casa, la città è bellissima e la qualità della vita straordinaria»: così Giampiero Ventura, neo ct della Nazionale, all’esordio domani al San Nicola con la Francia, spiega ai suoi amici - dal testimone di nozze Urbano Cairo a Piero Chiambretti - la sua passione per la baresità, tra luoghi e riti. Negli ultimi cinque anni ha vissuto a Torino, protagonista del riscatto granata. Dopo è stata naturale la decisione di stabilirsi in Puglia e sposarsi nella cattedrale con la sua compagna, Luciana Lacriola. Ora la coppia vive in un appartamento di corso Vittorio Emanuele, ristrutturato seguendo i raffinati canoni dell’architetto Mariolina Boffoli. Prima di optare per il murattiano, Ventura era un habitué di Palese: da allenatore del Bari viveva nel quartiere marinaro a nord, coltivando una amicizia indissolubile con l’imprenditore Vito Vasile e la sua famiglia (su tutti le figlie Elena e Rosa). Da tecnico dei biancorossi, con una città che lo idolatrava tra l’appellativo di “Mister Libidine” e il “4-2-fantasia”, aveva liturgie consolidate, che ha rinfrescato negli ultimi tempi. I pranzi e le cene? Spesso da Giampà a Poggiofranco. La cucina barese è un must per Giampi: in primis c’è la “tiella” di riso, patate e cozze, oltre che gli immancabili panzerotti. Il tempo libero? Adesso è ritagliato sul fattore della ricerca di riservatezza. C’è una palestra dove si allena almeno due ore al giorno (e per questo tiene a non rivelarne la location), qualche partita a golf e frequenti uscite serali al cinema, mai in città ma nella multisala di Molfetta. Il genere di film preferiti dal ct? I thriller, con una predilezione per il cult Il silenzio degli innocenti. La musica? L’immancabile De André come omaggio alle origini liguri, Guccini e Antonacci.

Questa estate si è concesso una vacanza nel mare salentino, al Robinson di Ugento, mentre per un bagno quando si trova in città l’ombrellone è al lido-chic Wonder Beach a Mola. Raramente va al Petruzzelli ma era in platea per l’ultimo spettacolo di Fiorello. Da poco iscritto come socio onorario al circolo della Vela, ha eletto la terrazza ai piedi del Margherita a suo “buen retiro”, e lì si intrattiene a cena, con l’inseparabile Luciana, apprezzando la cucina sociale (dal pesce alla specialità degli spaghetti all’assassina). E’ molto legato anche al ristorante “Da Paolo” di via Quintino Sella, dove l’oste Gigi gli prepara l’insalata preferita, “alla Ventura”. La ricetta? Radicchio, finocchi, carote, pomodori e olive. La sua baresità si misura anche dalla predilezione per ricci di mare, ostriche, scampi e gamberi rossi o violette, accompagnati da un calice di fragolino fresco. Qui ha ritrovato anche una focaccia che gli ricorda quella genovese dell’infanzia. Infine c’è la versione religiosa e spirituale dell’allenatore azzurro: ha voluto sposarsi in chiesa, «sognava di farlo nella Cattedrale» ed è stato letteralmente sedotto, insieme alla futura moglie, da Don Franco Lanzolla, che come allenatore di coppie da maritare è un altro ct da nazionale.

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